zurlo2
A 56 anni,  nel 1931, ricoprì la funzione di responsabile dell'Ufficio censura teatrale, dove si distinse per tredici anni senza interruzioni attraversando tutta l'era fascista sino al 1943, quando si rifiutò di entrare a far parte della Repubblica di Salò. Dopo la fine della guerra e la caduta del fascismo Zurlo non fu sottoposto ad epurazione come ex-funzionario fascista e condusse appartato il resto della sua vita.
Nel lungo arco di tempo dell'attività di Zurlo numerosi e noti personaggi dello spettacolo, dai fratelli De Filippo a Totò, da Fellini a Vittorio De Sica, da Anton Giulio Bragaglia a Sem Benelli, da Tina Pica a Massimo Bontempelli, gli esordienti Italo Calvino e Michelangelo Antonioni, oltre che Indro Montanelli autore di commedie, ebbero a che fare con questo burocrate, ossequiente alle disposizioni del regime, ma nello stesso tempo convinto di una sua missione pedagogica, che si esprimeva nelle note che accompagnavano i brani censurati, non tanto perché offensivi della morale cattolica o del regime fascista, ma perché egli vi constatava la violazione delle regole estetiche e poetiche di cui si considerava maestro.

Un funzionario dedito con orgoglio al suo impiego, che assolveva con senso del dovere e sacrificio personale e che dichiarava di esaminare all'incirca 1500 testi all'anno. Con la disposizione d'animo del buon padre di famiglia Zurlo non si limitava a tagliare e sforbiciare copioni, ma voleva anche convincere gli autori di doverlo fare nel loro stesso interesse incoraggiandoli, quasi come loro amico, a seguire una strada diversa Ultima sua testimonianza è un libro scritto nel 1952, intitolato “Memorie inutili, la censura teatrale nel ventennio”, in cui si scusa con gli autori interessati dalle sue forbici. Il libro è dedicato ad un giovane politico italiano: Giulio Andreotti.

Che dire ora, dopo che ne abbiamo fatto il protagonista di uno spettacolo? Cosa ci insegna in questo caso la storia?
Curzio Malaparte diceva:”’Italia è sempre stata così. Una minoranza di gente seria, scontenta, delusa, di fronte ad un popolo in miseria, nell’ignoranza, curvo sotto una banda d’ignobili, di profittatori, di cortigiani, di traditori, di vigliacchi, di sbirri e di preti, di bravi e di spie. Ecco, è forse questo il punto: Leopoldo Zurlo fa parte di questa gente seria, che però non ha il coraggio e la forza di ribellarsi, che sceglie, comunque, il compromesso, come Andreotti. E così non si va tanto lontano.

Stefano Modena

Commenti   

0 #5 paola azzolini 2015-06-26 18:06
Direi che Zurlo è il tipico individuo che tende a rassicurarsi,a credere di
essere sempre nel giusto mezzo. Odia risalire alla radice,dove le
contraddizioni non possono più essere ignorate. Si tranquillizza pensando
che sta facendo onestamente il suo lavoro. Ma cosa vuol dire in certi casi
onestamente? Alla fine ha collaborato alla censura come il regime voleva.
con gli stesi criteri, solo un po' alleggeriti. Gli individui come Zurlo(e
come Andreotti) non cambiano un regime, ma lo rafforzano dandone un'immagine
meno violenta. In alternativa, che fare? La rivoluzione o scegliere
l'eremitaggio. Io, che non sono coraggiosa, avrei scelto di fare lo stilita.
Ciao! Paola A.
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0 #4 Lorenza 2015-06-26 17:59
Stefano/Zurlo, a me piace questa riflessione, anche così; è vero però che qualche riga in meno aggancia più lettori ;)
Il profilo umano che descrivi, comunque, è quello di molti funzionari del regime ... brave persone, senza un vero senso critico e nessuna sensibilità ...
a presto!
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0 #3 Dolores e Attila 2015-06-26 17:58
BOOOOM!!!
Buon giorno e buon lavoro...o meritato riposo...
L'anamnesi del paziente è puntuale...
La diagnosi estesa al modus operandi di "tante...troppe persone..." è spietata
e sottolineata da Curzio Malaparte...
E la prognosi???
E i rimedi???
Buon per noi che ci DIVERTIAMO con PIPPO (...in rima...con le gambe...col
tamburo...sfogliando rose sotto l'arcobaleno...portati via dal vento...venti,
quaranta, ottanta...illudendoci...ballando ceek to ceek con Lili Marlene..."
insomma Lei chi è?"...tulip time o tulipan?...)
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0 #2 pierina bianchini 2015-06-26 17:57
un consiglio...il blog è un posto dove esprimere giudizi personali...ma la frase che lasci aperta così alla fine..tanto provocatoria ma senza nessun a spiegazione...lascia qualche dubbio...
dovresti fare un articolo dove fai considerazioni in merito...a tale frase!
ciao
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0 #1 Liana 2015-06-26 17:53
Perplessa, estremamente perplessa..... Non ne vedo l'utilita', l'opportunita'.
Mi sarei limitata a raccontare della sua vita, senza tranciare giudizi quanto a contesti che erano ben diversi da quelli attuali. A "far storia" con il senno del poi siamo tutti capaci e, cosi' facendo, spesso ci imbattiamo nell'anacronismo. Una delle peggiori trappole per una seria analisi storiografica.
Non lo metterei. Un saluto a tutti.
Liana
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