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 Percorso di musico – teatro terapia della malattia di Alzheimer
Il 23 gennaio inizia il progetto LA MEMORIA FA BENE ALLA MEMORIA, presso la struttura Casa Serena della Pia Opera Ciccarelli.
La malattia di Alzheimer comporta una particolare complessità nella gestione dei sintomi, dei comportamenti disfunzionali e del declino delle abilità cognitive di chi ne è affetto, con la conseguente necessità di cercare di migliorare la qualità della vita dei soggetti colpiti, stimolando l’attivazione di tracce di ricordo ancora conservate, la socializzazione e l’aumento del tono dell’umore. 
Dall’osservazione delle reazioni dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer durante intrattenimenti con canzoni del passato sembra evidenziarsi come una forma risveglio cerebrale con canto, mimica, ballo e ricordi.
Sulla base di questo dato la Compagnia Gino Franzi dal 2003, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di queste persone, stimolando in modo adeguato un ruolo attivo, sia dal punto di vista fisico, che mentale, rappresenta nelle case di riposo e nei centri diurni degli spettacoli con riferimenti storici ai primi 50 anni del ‘900, con vecchie canzoni, immagini, filmati, oggetti e costumi d’epoca.
La sensazione è quella di ottenere attraverso la reminiscenza di eventi storici e autobiografici una stimolazione cognitiva ed emozionale. Inoltre, poichè la memoria del singolo è anche memoria collettiva, il ricordo sembra divenire uno strumento di socializzazione e di instaurazione di legami.
Per questo motivo si vuole sviluppare un progetto scientifico con le seguenti caratteristiche:
  • Tipo di spettacolo Commedia musicale nel repertorio del teatro di varietà del primo ‘900 . Lo indicano precedenti esperienze: Centro Barbarani 2008, Le Betulle 2015
  • Venti spettacoli  per un gruppo di venti ospiti omogeneo per età, condizioni mentali e culturali
  • Gruppo di controllo oltrettanto omogeneo e della medesima grandezza numerica
  • Attività di richiamo dell’evento durante la settimana successiva da parte degli educatori
  • Valutazioni preventive, in itinere e alla fine del progetto in entrambi i gruppi. Verranno utilizzati strumenti di valutazione cognitiva, comportamentale e di abilità funzionali prima dell'inizio del programma di riabilitazione ed al termine. Nello specifico, Batteria di test neuropsicologici (M.M.S.E., Memoria verbale e procedurale), N.P.I. (Neuropsychiatric Inventory Questionnarie): questionario da somministrare al caregiver per indagare gli aspetti comportamentali del malato
  • Un Congresso per la presentazione e la valutazione dei risultati con pubblicazione degli atti e la messa in opera delle attività riconosciute come congrue a: favorire la socializzazione, offrire un aiuto ed un sostegno alla persona e alle famiglie, promuovere nuovi modelli culturali di assistenza, determinare la riduzione dei comportamenti disfunzionali.
Si sottolinea l’importanza della partecipazione dei giovani al progetto per lo sviluppo anche di un rapporto intergenerazionale, utile sia dal punto di vista sociale, che culturale.

 

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