Testata-La-Stampa-29-giugno-1914

Cosa succedeva esattamente cent'anni fa in questi giorni? Cosa leggereste sui giornali se foste portati indietro con una macchina del tempo? Grazie alle ricerche d'archivio, scoprirlo non è poi così difficile!
Abbiamo creato una rassegna stampa dell’epoca, a partire dal 29 giugno 1914 al 5 luglio 1915. Tornare sulle fonti dell'epoca è essenziale per capire il progressivo passaggio dalla neutralità assoluta, sancita dal governo il 2 agosto, alla decisione di allearsi con le potenze dell’intesa. Ci proviamo.

Qualcuno ha scritto: “Un mare di inchiostro per un mare di sangue”, sottolineando così il ruolo essenziale della stampa nel far spostare l’equilibrio a favore dell’intervento nella prima guerra mondiale. Lo stesso Antonio Salandra, primo ministro dell’epoca dichiara alla fine del conflitto: “Senza i giornali l’intervento dell’Italia non sarebbe stato possibile”.

Corriere della Sera, Secolo, Giornale d’Italia, Resto del Carlino, Popolo d’Italia, Stampa e vari giornali di provincia sono schierati per l’intervento. Dall’altra parte è schierato, naturalmente, l’Avanti, organo del partito socialista. Sono per l’intervento tutti i maggiori intellettuali da Pareto a D’Annunzio, Gentile, Salvemini, Prezzolini, Soffici, Papini, Marinetti, Malaparte e bollano i neutralisti come “traditori della patria”.

A Verona la situazione è molto interessante, perché si contrappongono due giornali schierati su sponde opposte: L’Arena, liberal monarchico e l’Adige, radical socialista. Ed è curiosa la coincidenza tra i giorni dell’attentato di Sarajevo (29 giugno) e quelli delle elezioni amministrative previste per il 5 di luglio.

Tutto prelude insomma ad un dibattito molto acceso, anche a livello locale.

Prima di iniziare va un doveroso ringraziamento ad Agostino Contò e Laura Rebonato, che hanno garantito la preziosa collaborazione della Biblioteca Civica.

 

Lunedì 29 giugno 1914

La notizia del giorno viene dalla capitale della Bosnia, Sarajevo, dove verso le 10.45 sono stati assassinati l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e la moglie Sofia. Leggendo L’Arena si apprende che l’attentatore, sottratto a stento al linciaggio della folla, è uno studente di nome Gravilo Princip di 19 anni. Le autorità austriache ritengono che Princip non sia che il terminale di un complotto molto più vasto e per questo hanno arrestato più di 500 persone, compreso un gran numero di studenti serbi noti per le loro “idee avanzate”.

La Stampa di Torino riporta la ricostruzione ufficiale dell’attentato: mentre l’arciduca e la moglie si recavano in automobile al municipio per incontrare le autorità, è stata lanciata una bomba da un certo Nedileko Cabrinovic, che ha provocato alcuni feriti. L’arciduca, dando prova di grande sangue freddo (o di grande dabbenaggine, dipende dai punti di vista) ha ordinato di proseguire il corteo e arrivare in Municipio, dove si è rivolto in questo modo agli alti dignitari bosniaci: “Siamo ospiti e ci si lancia una bomba, è una cosa indegna!”.

Terminata la cerimonia ha ordinato allo chauffeur di condurlo all’ospedale militare Konack per andare a trovare i feriti del precedente attentato, ma all’uscita Princip ha sorpreso i servizi di sicurezza (che in pratica non esistevano) esplodendo 2 colpi di pistola contro l’arciduca e la moglie, che sono morti durante il trasporto in ospedale.

La notizia è stata subito telegrafata all’imperatore Francesco Giuseppe, che si trovava a Bad - Ischl, una località termale vicina a Salisburgo. Le persone del suo seguito riferiscono che per parecchi minuti ha continuato a ripetere “E’ orribile! È orribile! E’ orribile! A questo mondo non mi è risparmiato nulla!”.

Sul Corriere della Sera il direttore Luigi Albertini commenta così il dramma dell’imperatore austriaco, che ha già visto morire sua moglie Sissi, pugnalata da un anarchico e suo figlio suicida: “La morte non si stanca di colpire… la morte allarga sempre di più il giro della sua falce sulla casa imperiale d’Austria. Rispetta solo il monarca ottuagenario. “Sii solo” sembra sia la legge implacabile formulata per l’imperatore”.

Speriamo che questo sanguinoso attentato non abbia ripercussioni sulla pace europea”, scrive l’Arena.

L’Arena scrive anche delle bandiere a mezz’asta in città e ricorda la visita che l’arciduca fece in forma privata il 30 maggio scorso. Arrivato in treno da Trieste Francesco Ferdinando aveva mangiato al ristorante interno alla Stazione di Porta Vescovo, per poi recarsi presso i luoghi delle battaglie risorgimentali e il Lago di Garda. Dopo aver dormito all’Hotel Londra era ripartito il giorno dopo per Venezia.

L’Adige anticipa l’Arena nella chiusura della campagna elettorale per le elezioni amministrative, denunciando il fallimento degli accordi tra clericali e moderati.

Le altre notizie locali più salienti sono:
- La prosecuzione dei lavori di costruzione della ferrovia da Mantova a Peschiera
- Il grande successo di pubblico per la rappresentazione “Le Baccanti” di Euripide presentata ieri sera in Arena dalla Compagnia delle Rappresentazioni Classiche

 

Martedì 30 giugno 1914

Oggi sui giornali le prime pagine sono ancora dedicate all’attentato a Francesco Ferdinando d’Asburgo avvenuto l’altro ieri. Su L’Arena si legge che ieri a Sarajevo vi sono state violente manifestazioni anti-serbe con saccheggi di negozi e pestaggi. Il governo austriaco e l’amministrazione bosniaca hanno perciò deciso di imporre lo stato d’assedio. A Mostar vi sono stati scontri tra serbi e musulmani con 200 morti. L’imperatore Francesco Giuseppe è intanto rientrato a Vienna, dove lo attendeva il nuovo arciduca ereditario Carlo Francesco Giuseppe insieme alla moglie Zita di Borbone-Parma, italiana nata a Viareggio.

Emergono nuovi elementi che rafforzano la teoria del complotto serbo. Ieri al confine è stato arrestato il deputato serbo - bosniaco Kespanovic mentre cercava di scappare verso la madrepatria. Nella sua abitazione la polizia ha sequestrato molti documenti compromettenti, che dimostrerebbero il coinvolgimento di numerose personalità serbe nell’organizzazione dell’attentato del 28 giugno a Francesco Ferdinando.

Il Corriere della Sera prova a dare una spiegazione del perché sia stato ucciso proprio quello che era considerato il sostenitore di una politica che riconciliasse bosniaci e serbi: la colpa sarebbe da attribuire al movimento nazionalista serbo, fautore della distruzione della monarchia asburgica e indisponibile, perciò, a una politica di compromesso.

L’Adige, quasi a preconizzare la sua propensione pacifista, da notizia della morte a Vienna della baronessa von Suttner, da sempre impegnata nei movimenti contro la guerra ed autrice di un famoso volume dal titolo significativo: Giù le armi.

Notizie locali:
- Rissa per futili motivi in via XX settembre tra un passante e un ferroviere. Quest’ultimo ha avuto la peggio ed è stato portanto in ospedale per essersi rotto una spalla a causa di una caduta.
- Accoltellamento all’aerodromo militare di Tombetta, durante un’esibizione dell’aviatore Romolo Manissero, dove un girovago ha ferito un ciclista che lo aveva leggermente urtato.
- Inaugurazione del nuovo servizio automobilistico Valeggio-Custoza-Sommacampagna-Verona

 

Mercoledì 1 luglio 1914

L’Arena scrive che ieri le salme dell’arciduca Francesco Giuseppe e di sua moglie Sofia sono state imbarcate su uno yatch a Metcovich, sulla costa Dalmata e sono partite alla volta di Trieste, dove sono attese per questa sera. Sarà un funerale lungo, che durerà tutta la settimana.

Un professore di diritto penale bosniaco sostiene intanto che i due attentatori non potranno essere condannati a morte, ma soltanto al carcere duro, poiché il primo, Cabrinovic, può essere accusato solo di tentato omicidio, mentre Princip, materiale esecutore dell’omicidio, è minorenne. La maggiore età nel 1914 è fissata, infatti, a 21 anni.

Il Corriere della Sera di oggi riporta un’editoriale apparso sul quotidiano francese Journal Dè Bats, che esprime preoccupazione per le sempre maggiore aggressività dei circoli austriaci verso la Serbia ed elogia invece gli italiani, che non hanno mostrato sollievo per la scomparsa di quello che a tutti gli effetti era un principe nemico, che pare stesse addirittura tramando la riconquista di Venezia.

L’Adige nella campagna elettorale si schiera con la lista radicale – socialista, in sostegno della giunta uscente ed appoggia il mantenimento dei banchi municipali della carne, del pane e del pesce, che i liberal monarchici, sostenuti dall’Arena, vogliono sopprimere.

A Verona oggi comincia il regolare funzionamento dell’ospedale infantile Alessandri, all’interno del quale potranno essere accolti tutti i bambini che non hanno ancora compiuto 15 anni.

Al cinematografo Pathè di San Sebastiano si proietta il film: “Il dovere innanzitutto” costituito da questi capitoli 1) Lotta nell’aria tra due aeroplani; 2) incendio d’un parco di areostatici; 3) bombardamento di due aeroplani; 4) terribile incendio di un mulino; 5) grandiose scene di battaglia.

 

Giovedì 2 luglio 1914

A Verona si sta concludendo la campagna elettorale per le elezioni amministrative. Si vota domenica.

L’Arena è schierata apertamente, come un organo di partito, con la lista monarchico liberale, all’opposizione nella precedente ammnistrazione.

Il giornale l’Adige sostiene l’altra lista radicale socialista, ora maggioritaria.

Ma seguiamo i nuovi sviluppi nelle indagini riguardanti l’uccisione di Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia. L’Arena di oggi racconta che la polizia bosniaca ha rinvenuto numerose bombe all’interno dei luoghi nel quale sarebbe dovuto passare l’arciduca; due ordigni a orologeria sarebbero stati trovati perfino sotto il tavolo sul quale egli avrebbe dovuto pranzare. Le critiche nei confronti del dispositivo di sicurezza bosniaco si fanno sempre più severe e la stampa tedesca si chiede perché i movimenti dell’arciduca fossero noti a tutti.

Princip intanto dichiara di aver agito da solo e di sua iniziativa e di non avere nulla in comune con l’attentatore che ha lanciato la bomba.

Nelle notizie locali l’Arena rende pubblici i bilanci degli anni 1908-1914, approvati durante l’amministrazione socialista, che ha fatto salire il debito comunale dalle 489.612,57 lire della precedente amministrazione liberale alle 745.929’82 lire attuali.

L’Adige presenta la lista Radicale–democratica, dopo la proclamazione dei candidati nella sede dell’associazione radicale in vicolo Chiodo.

Ieri si è svolta una magnifica festa alpina popolare sulla cima del telegrafo nella quale 250 alpinisti di ogni età e ceto sono saliti dalla Val d’Adige e dal lago di Garda attraverso il monte Baldo.

 

Venerdì 3 luglio 1914

Sia su l’Arena che sui giornali nazionali, la cronaca dell’attentato a Francesco Ferdinando sta passando in secondo piano, quasi a sottolineare che l’arciduca non era particolarmente amato, soprattutto in Italia.

Intanto le salme di Francesco Ferdinando d’Austria-Ungheria e della duchessa Sofia sono finalmente rientrate a Vienna, accompagnate da un lungo corteo composto dall’arciduca ereditario Carlo, alti principi imperiali, ministri e dignitari, e uno stuolo di generali di tutte le armi.

Secondo i giornali di Budapest gli attentati sarebbero stati organizzati dall’associazione panserba La Mano Nera, sotto la guida di Milan Privicsevitch, comandante dell’esercito serbo. Gli attentatori hanno anche iniziato a confessare di essere stati in coordinamento tra loro e di avere legami con il governo serbo, smentendo così quanto dichiarato nelle precedenti occasioni. Alla luce di queste rivelazioni l’Imperatore Franscesco Giuseppe ha convocato il ministro degli esteri, conte Berchtold, per valutare eventuali passi diplomatici nei confronti di Belgrado.

A Verona la campagna elettorale per le elezioni amministrative entra nella fase finale: su L’Arena è pubblicato il programma del partito liberale, in corsa per i consigli comunale e provinciale. Tra i vari punti i candidati promettono anche di risanare il bilancio comunale, semplificare i servizi municipalizzati, migliorare i servizi sanitari e favorire la scuola primaria.

In risposta a L'Arena sul problema del disavanzo, L’Adige risponde che il debito è si aumentato, ma per necessità sociali come le case popolari, l’Istituto civico e la scuola industriale, considerati una “urgente e pubblica necessità.

 

Sabato 4 luglio 1914

Mentre L’Arena ribadisce il suo appoggio alla lista liberale alle imminenti elezioni amministrative del 5 luglio 1914 e risulta ancora grave il ciclista accoltellato a Tombetta durante una manifestazione aerea, centinaia di migliaia di viennesi stanno visitando la camera ardente di Francesco Giuseppe d’Austria-Ungheria e di sua moglie Sofia, preparandosi a partecipare ai loro funerali, che si terranno oggi alle 16 all’Hofburg.

A Vienna sono avvenute le prime rivolte anti-serbe, con la folla che ha cercato di strappare e di bruciare la bandiera listata a lutto che la delegazione serba aveva esposto per le celebrazioni. La Serbia ha intanto emanato una nota nella quale vengono condannati sia gli attentati di Sarajevo, sia le persecuzioni che la popolazione serba sta subendo in Bosnia, negando anche ogni coinvolgimento del governo nell’attentato.

Titolo cubitale de L’Adige in prima pagina: LA BATTAGLIA AMMINISTRATIVA, alle urne per il progresso civile di Verona

 

Domenica 5 luglio 1914

Crescono le rappresaglie contro i serbi-bosniaci, con l’espulsione dalla Bosnia di 264 cittadini e il licenziamento di numerosi operai a Vienna. Nel frattempo il governo serbo smentisce energicamente tutte le fantastiche dicerie della stampa austroungarica intorno alla partecipazione di ufficiali ed alti personaggi serbi al complotto contro Francesco Ferdinando. Alcuni giornali ungheresi scrivono, invece, che il comandante militare di Sarajevo avrebbe ricevuto la notizia che 50 rivoluzionari serbi travestiti da turchi avrebbero varcato la frontiera con lo scopo di far saltare le carceri dove sono detenuti Princip e Cabrinovic, al fine di impedir loro di fare rivelazioni.

Oggi, lo ricorda naturalmente l’Arena, la città è chiamata a scegliere la nuova amministrazione comunale e provinciale e il giornale invita gli elettori a sostenere compatti la lista liberale “per l’onore e il decoro di Verona”. “Chi vuol pagare le tasse voti la lista radicale” è lo slogan!

L’Adige sostiene i punti qualificanti del programma radical socialista:

l’acquedotto, il riscatto del ponte Garibaldi, la lotta al rincaro della vita.

Scrive sempre L’Arena: “In piazza Cittadella si è inaugurata ieri sera l’annuale fiera dei baracconi, che ha trasformato la piazza in una fantastica cittadina paradiso dei bimbi, con castello incantato, baraccone della tigre del male, galleria tripolitana, giostre, altalene, chioschi con bibite e dolciumi.

 

Ecco la versione completa de "La leggenda del Piave" in un'incisione del 1919 di Aurelio Gabrè.

 

Quando c'era LUI le strette di mano erano proibite e non potevano, quindi, succedere questi inconvenienti.

 

hollande medvedev

 

 

 

Ma erano veramente proibite?

 

 

 

 

 

 

mano1

 

 

No, erano solo più decisi!
 
 

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“Non è mai troppo tardi”, diceva il maestro Alberto Manzi nelle sue lezioni scolastiche televisive per adulti negli anni Sessanta.

“Non è mai troppo tardi” ribadiamo oggi noi, che a scuola ritorniamo, ma come docenti.

Nell’ambito del progetto scuola e del primo anno di centenario della grande guerra, siamo stati invitati, infatti, a tenere presso il liceo scientifico Galilei delle conferenze integrative del programma di Storia per le classi quinte. Artefici di questa collaborazione sono il Preside prof. Luciano Carazzolo e la prof.ssa di Storia e Filosofia Mirella Giudice. Come è nostro costume racconteremo la storia attraverso il teatro, le canzoni, le immagini ed i filmati d’epoca, con un metodo utile a fissare la memoria dei fatti divertendosi.

Fatte le debite proporzioni si tratta della medesima procedura che utilizziamo nelle case di riposo per favorire negli anziani il ricordo del vissuto giovanile e, attraverso questo, forme di partecipazione e socializzazione. I prossimi incontri sono previsti il 20, 22, 24 gennaio e tratteranno delle premesse politiche e militari del conflitto, della crisi di luglio del 1914 e del dilemma italiano tra neutralità ed intervento.
L'ignara spensieratezza della Belle Epoque verrà raccontata anche dalla musica del Can Can di Offenbach e del Valse Musette, e dai dipinti di Bonzagni, Cominetti, Kirchner e Tarkhoff. Si parlerà di irredentismo e di Triplice Alleanza ascoltando l’Inno a Oberdan. Gli intrighi serbi avranno come colonna sonora la musica di Kutusturica e nelle trattative su neutralità o intervento il re d’Italia ed i suoi ministri danzeranno un valzer viennese, trasformando la neutralità stessa in una forma di prostituzione. I personaggi storici come Mussolini e Marinetti parleranno in diretta e si sentirà persino la voce rotta dalla tisi di Gavrilo Princip, l’attentatore di Sarajevo.

E poi ci saranno filmati e cartoline originali d’epoca, di cui vi diamo qualche anticipazione.

 

Noi che ci occupiamo di memoria per risvegliare il vissuto giovanile degli anziani ed insegnare in modo divertente la storia ai giovani, non possiamo perdere l’occasione che ci offre nei prossimi cinque anni il centenario della prima guerra mondiale. Raccontando quelle vicende, senza retorica di parte, si può tessere un filo invisibile che unisca le generazioni.

Proponiamo un progetto che prevede:

  • un ciclo di conferenze nelle scuole
  • uno spettacolo teatrale itinerante
  • un dvd

Il tutto verrebbe incentrato sul primo anno di guerra, il 1914 – 1915, che fino al 24 maggio vide l’Italia neutrale. Poi negli anni successivi si sceglierà un tema attinente al periodo corrispondente. La canzone rappresenta perfettamente il momento in cui l’equilibrio politico europeo si sgretola e scoppia la prima guerra mondiale. Il Varietà come il Caffè Concerto si adegua e traduce in teatro musicale il clima che si respira. L’Italia neutrale è vista come un’allegra ragazza circondata da “giovanotti” di mezza Europa che la corteggiano e le offrono “mari e monti”, ai quali lei risponde, come in un ritornello, “t’amo sì, ma son neutrale” ed afferma più prosaicamente “io gliela fo veder ma sempre invano”.

È effettivamente questo l’atteggiamento diplomatico dell’Italia, ancora membro della Triplice Alleanza con Germania ed Austria-Ungheria. Il marchese di San Giuliano, Salandra e Sonnino cercano di guadagnare tempo e benefici intavolando trattative separate sia con Austria e Germania, sia con le potenze dell’Intesa. E’ un vero e proprio “mercato” che i nostri ambasciatori conducono più a meno segretamente e che porterà inevitabilmente all’entrata in guerra.

Questi “giri di valzer” avvengono mentre i futuristi con gli interventisti infiammano la piazza ed i teatri con le loro rappresentazioni provocanti. Ispirandoci alla canzone La leggenda del Piave, in cui il fiume racconta le varie fasi della guerra,proporremmo di intitolare il progetto per il primo anno:

Il Piave mormorava: “Neutralità o intervento?”

A breve nuove informazioni sullo sviluppo dell’iniziativa. Si accettano, anzi, si sollecitano intanto suggerimenti.

Stefano Modena

 

Credo sia giusto porre i visitatori del sito a conoscenza delle nuove acquisizioni dell’archivio storico, riservandoci di illustrare nel tempo il materiale più significativo già presente.

L’ultimo arrivo è costituito da otto cartoline pubblicate dalla Lega Navale Italiana ed illustrate da Virgilio Retrosi (Roma 1892 – 1975), pittore e ceramista, attivo soprattutto negli anni Trenta. Le cartoline sono ispirate dalle Canzoni delle gesta d’oltremare, scritte da Gabriele D’Annunzio nel 1911 – 1912 a celebrare la guerra italo turca per la conquista della Libia e pubblicate allora dal Corriere della Sera. La grafica è molto suggestiva e si adatta perfettamente al tono aulico ed estetizzante del poeta. Tuttavia, queste poesie, estremanente, retoriche, sembrano chiedere quasi perentoriamente di essere parodiate dal nostro patriottismo un po’ irriverente. Lo faremo presto, non temete. Nel frattempo, in qualità di presidente, potrei pensare di esordire al prossimo incontro pubblico, ispirandomi a L’ultima canzone: “Il duce non chiama, non comanda, non esorta. Cavalca innanzi. Ha seco la sua luce. Ha seco l’alba nei deserti bui.”

Ad maiora

Stefano Modena

 

 

Ecco a voi gli unici due filmati ancora esistenti riguardanti Gino Franzi. Risalgono agli anni '50 e in essi vi si osserva un Gino Franzi ormai anziano mentre canta Scettico Blues. Stefano Modena

 

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