Ecco la versione completa de "La leggenda del Piave" in un'incisione del 1919 di Aurelio Gabrè.

 

Quando c'era LUI le strette di mano erano proibite e non potevano, quindi, succedere questi inconvenienti.

 

hollande medvedev

 

 

 

Ma erano veramente proibite?

 

 

 

 

 

 

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No, erano solo più decisi!
 
 

franzi a scuola small

 

“Non è mai troppo tardi”, diceva il maestro Alberto Manzi nelle sue lezioni scolastiche televisive per adulti negli anni Sessanta.

“Non è mai troppo tardi” ribadiamo oggi noi, che a scuola ritorniamo, ma come docenti.

Nell’ambito del progetto scuola e del primo anno di centenario della grande guerra, siamo stati invitati, infatti, a tenere presso il liceo scientifico Galilei delle conferenze integrative del programma di Storia per le classi quinte. Artefici di questa collaborazione sono il Preside prof. Luciano Carazzolo e la prof.ssa di Storia e Filosofia Mirella Giudice. Come è nostro costume racconteremo la storia attraverso il teatro, le canzoni, le immagini ed i filmati d’epoca, con un metodo utile a fissare la memoria dei fatti divertendosi.

Fatte le debite proporzioni si tratta della medesima procedura che utilizziamo nelle case di riposo per favorire negli anziani il ricordo del vissuto giovanile e, attraverso questo, forme di partecipazione e socializzazione. I prossimi incontri sono previsti il 20, 22, 24 gennaio e tratteranno delle premesse politiche e militari del conflitto, della crisi di luglio del 1914 e del dilemma italiano tra neutralità ed intervento.
L'ignara spensieratezza della Belle Epoque verrà raccontata anche dalla musica del Can Can di Offenbach e del Valse Musette, e dai dipinti di Bonzagni, Cominetti, Kirchner e Tarkhoff. Si parlerà di irredentismo e di Triplice Alleanza ascoltando l’Inno a Oberdan. Gli intrighi serbi avranno come colonna sonora la musica di Kutusturica e nelle trattative su neutralità o intervento il re d’Italia ed i suoi ministri danzeranno un valzer viennese, trasformando la neutralità stessa in una forma di prostituzione. I personaggi storici come Mussolini e Marinetti parleranno in diretta e si sentirà persino la voce rotta dalla tisi di Gavrilo Princip, l’attentatore di Sarajevo.

E poi ci saranno filmati e cartoline originali d’epoca, di cui vi diamo qualche anticipazione.

 

Credo sia giusto porre i visitatori del sito a conoscenza delle nuove acquisizioni dell’archivio storico, riservandoci di illustrare nel tempo il materiale più significativo già presente.

L’ultimo arrivo è costituito da otto cartoline pubblicate dalla Lega Navale Italiana ed illustrate da Virgilio Retrosi (Roma 1892 – 1975), pittore e ceramista, attivo soprattutto negli anni Trenta. Le cartoline sono ispirate dalle Canzoni delle gesta d’oltremare, scritte da Gabriele D’Annunzio nel 1911 – 1912 a celebrare la guerra italo turca per la conquista della Libia e pubblicate allora dal Corriere della Sera. La grafica è molto suggestiva e si adatta perfettamente al tono aulico ed estetizzante del poeta. Tuttavia, queste poesie, estremanente, retoriche, sembrano chiedere quasi perentoriamente di essere parodiate dal nostro patriottismo un po’ irriverente. Lo faremo presto, non temete. Nel frattempo, in qualità di presidente, potrei pensare di esordire al prossimo incontro pubblico, ispirandomi a L’ultima canzone: “Il duce non chiama, non comanda, non esorta. Cavalca innanzi. Ha seco la sua luce. Ha seco l’alba nei deserti bui.”

Ad maiora

Stefano Modena

 

 

Ecco a voi gli unici due filmati ancora esistenti riguardanti Gino Franzi. Risalgono agli anni '50 e in essi vi si osserva un Gino Franzi ormai anziano mentre canta Scettico Blues. Stefano Modena

 

Noi che ci occupiamo di memoria per risvegliare il vissuto giovanile degli anziani ed insegnare in modo divertente la storia ai giovani, non possiamo perdere l’occasione che ci offre nei prossimi cinque anni il centenario della prima guerra mondiale. Raccontando quelle vicende, senza retorica di parte, si può tessere un filo invisibile che unisca le generazioni.

Proponiamo un progetto che prevede:

  • un ciclo di conferenze nelle scuole
  • uno spettacolo teatrale itinerante
  • un dvd

Il tutto verrebbe incentrato sul primo anno di guerra, il 1914 – 1915, che fino al 24 maggio vide l’Italia neutrale. Poi negli anni successivi si sceglierà un tema attinente al periodo corrispondente. La canzone rappresenta perfettamente il momento in cui l’equilibrio politico europeo si sgretola e scoppia la prima guerra mondiale. Il Varietà come il Caffè Concerto si adegua e traduce in teatro musicale il clima che si respira. L’Italia neutrale è vista come un’allegra ragazza circondata da “giovanotti” di mezza Europa che la corteggiano e le offrono “mari e monti”, ai quali lei risponde, come in un ritornello, “t’amo sì, ma son neutrale” ed afferma più prosaicamente “io gliela fo veder ma sempre invano”.

È effettivamente questo l’atteggiamento diplomatico dell’Italia, ancora membro della Triplice Alleanza con Germania ed Austria-Ungheria. Il marchese di San Giuliano, Salandra e Sonnino cercano di guadagnare tempo e benefici intavolando trattative separate sia con Austria e Germania, sia con le potenze dell’Intesa. E’ un vero e proprio “mercato” che i nostri ambasciatori conducono più a meno segretamente e che porterà inevitabilmente all’entrata in guerra.

Questi “giri di valzer” avvengono mentre i futuristi con gli interventisti infiammano la piazza ed i teatri con le loro rappresentazioni provocanti. Ispirandoci alla canzone La leggenda del Piave, in cui il fiume racconta le varie fasi della guerra,proporremmo di intitolare il progetto per il primo anno:

Il Piave mormorava: “Neutralità o intervento?”

A breve nuove informazioni sullo sviluppo dell’iniziativa. Si accettano, anzi, si sollecitano intanto suggerimenti.

Stefano Modena

 

Carissimi
desidero condividere con voi questa grande interpretazione di Buscaglione con il coro di voci bianche di Renata Cortiglioni (grande interpretazione anche del coro).

Stefano Modena

 

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