Di seguito si comunica la posizione della nostra associazione in merito alla consultazione avviata dal Governo e dai CSV locali (Link alla consultazione del CSV Verona)

La ANTEAS Compagnia Dopolavoro Gino Franzi guarda con favore e speranza a una riforma della normativa sulle organizzazioni del volontariato e a un'estensione dei canali di finanziamento ai quali attingere, attraverso una serie di modifiche normative che semplifichino la burocrazia e potenzino le possibilità operative di tutte le ODV. 


Assorbimento delle Associazioni di Promozione Sociale all'interno della categoria ONLUS e potenziamento di quest'ultima forma di associazione

Più un'associazione di volontariato si propone di apportare modifiche sostanziali alla percezione culturale e sociale di una determinata problematica, andando a toccare tematiche scomode o ignorate, più essa ha bisogno di avere una flessibilità economica-operativa tale da permetterle di relazionarsi in modo efficace con l'ambiente in cui opera, ricorrendo ai mezzi e ai linguaggi tipici di quel determinato contesto.

In molti casi un'associazione di volontariato nasce per operare in ambiti non abbastanza valorizzati dalla società, se non talvolta del tutto ignorati. Se ciò avviene, è perché evidentemente si è creata una qualche distanza tra il problema da risolvere e la società: il compito dell'associazione di volontariato è di mettersi al centro di questa distanza e di favorire un avvicinamento tra i due poli opposti; da una parte l'oggetto dell'azione di volontariato, dall'altra i cittadini ai quali è chiesto di contribuire nelle forme e nei modi più utili. L'ODV è quindi una mediatrice che prima di tutto deve suscitare interesse nella cittadinanzae ogni opera di mediazione deve essere accompagnata da un'adeguata capacità di avvicinarsi al pubblico nei modi e nelle forme che esso è in grado di ricevere con più facilità. Ecco perché spesso molte ONLUS hanno l'esigenza di ampliare il loro spazio di intervento dando vita a iniziative ad ampio spettro che le avvicinino di più alla gente: mercatini, pubblicazioni, spettacoli, iniziative culturali parallele all'attività principale, sono sempre più necessari per avvicinare i cittadini e traghettarli alla scoperta delle attività dell'ODV.

Se non si cercano linguaggi nuovi e nuovi finanziamenti, il rischio è che si finisca per informare soltanto coloro che sono già informati e per convincere soltanto coloro che sono già convinti. Per tutti questi motivi le ONLUS devono avere la possibilità di produrre e vendere beni, staccare biglietti, offrire servizi, in modo da mantenere aperti più canali di comunicazione e in modo da raggiungere un'autonomia finanziaria che non dipenda sempre dai discontinui finanziamenti pubblici. Al momento le forme di autofinanziamento per le ONLUS sono troppo limitate e macchinose, mentre maggiore autonomia è stata concessa alle Associazioni di Promozione Sociale. La distinzione tra ONLUS e APS ha impedito alle prime di finanziarsi con le vendite e ha permesso alle seconde operare in modo non sempre trasparente. Noi riteniamo che le organizzazioni di volontariato debbano essere considerate tutte uguali, sia nei diritti sia nei doveri, e che il regolamento alla base delle ONLUS debba essere appicato a tutti, ma potenziato.

Pertanto proponiamo:

-   di assorbire le APS all'interno della categoria ONLUS con tutti gli obblighi previsti per tale forma di associazione (linea guida, punto 3)

-   di istituire un registro unico delle Organizzazioni del volontariato affidato ai CSV locali che fungano da sportello unico in relazione a tutti gli adempimenti formali legati ai riconoscimenti giuridici e agli statuti (linea guida, punto 3)

-    obbligo di destinare tutti gli utili dell'associazione a opere di utilità sociale (linea guida, punto 1)

-    obbligo di totale trasparenza di bilancio e pubblicazione dei bilanci online. La formula utilizzata per Merita Fiducia andrebbe resa obbligatoria a livello nazionale (linea guida, punto 1)

-   di considerare in sede di stesura del Bilancio Economico anche il valore economico del monte ore dedicato al volontariato al fine di poter valutare in modo complessivo l'operato della ODV (linea guida, punto 1)

-   di potenziare le possibilità di autofinanziamento delle ONLUS dando a queste ultime l'opportunità di svolgere attività commerciali non occasionali (linea guida, punto 3)

-    di permettere iniziative culturali e spettacoli a pagamento, vendita di beni e offerte di servizi, purché i proventi vengano spesi in opere senza finalità di lucro. (linea guida, punto 22)

-   di permettere alle ODV di avvalersi di professionisti esterni all'associazione abbattendo l'attuale limitazione del 30%, purché gli incarichi servano a portare valore aggiunto a iniziative i cui proventi siano spesi per opere senza finalità di lucro. (linea guida, punto 22)

-    di effettuare una verifica a tappeto delle attività svolte dalle associazioni in questi anni, ammonendo le ODV che non hanno prodotto risultati concreti sul piano sociale e che si sono limitate a fare attività economiche, prevedendo procedure di espulsione in caso di reiterazione di tale comportamenti. In questo senso siamo favorevoli all'istituzione di un'Authority del Terzo Settore (linea guida, punto 4)

 
Rapporti con l'amministrazione: rimozione delle barriere burocratiche e verifica dell'operato delle ODV

Spesso le ODV si trovano di fronte a barriere burocratiche difficili da superare, che obbligano le associazioni a spendere risorse umane ed economiche non indifferenti per gestire la mole di permessi e di normative necessarie al proseguimento delle attività.

Se molto è stato fatto per favorire la nascita di nuove ODV, è stato fatto troppo poco per snellire le incombenze burocratiche che le associazioni sono costrette a subire. In molti casi la burocrazia emerge anche quando ci si relaziona con il proprio CSV di riferimento, che obbliga al rispetto di griglie e parametri che rendono molto difficile gestire progetti articolati, che richiedono la necessità di ricorrere a professionisti o che prevedono variabili non immediatamente preventivabili. Talvolta capita che un'associazione si veda decurtare i finanziamenti ricevuti per ragioni puramente formali, senza venire giudicata in base all'operato effettivamente svolto. Riteniamo che il sempre maggior ricorso a griglie di valutazione e a parametri standardizzati non sia la via corretta per monitorare una ODV, ma che serva una verifica sull'operato reale.

Per tutti questi motivi auspichiamo:

-  un potenziamento del ruolo dei CSV, che devono mettere a disposizione professionisti come avvocati e commercialisti che offrano consulenza continua gratuita (linea guida, punto 2)

-    una maggiore libertà di spesa da parte delle ODV nel gestire i fondi concessi dai CSV e dalle altre amministrazioni (linea guida, punto 2)

-  controlli severi sul reale operato delle ODV. Occorrono verifiche sostanziali tramite monitoraggi in presenza e interrogazione dei soggetti beneficiari del progetto (linea guida, punto 1)

-    istituzione di un patto tra ODV e CSV costruito principalmente sugli obiettivi sostanziali da raggiungere e non su parametri formali da rispettare (linea guida, punto 1)

-   maggior potere discrezionale ai CSV per permettere di valutare l'operato delle ODV caso per caso, evitando così che un'associazione venga penalizzata per ragioni meramente burocratico-formali e non sostanziali (linea guida, punto 1)

-  sanzioni severe per le ODV che non rispettano il patto comune e che perseguono attività autoreferenziali a beneficio dei soli soci (linea guida, punto 1)

-  canale prioritario presso le amministrazioni pubbliche in relazione alle richieste di permessi più utilizzate dalle ODV (occupazione di suolo pubblico, concessione locali, SIAE, affissioni ecc.) (linea guida, punto 2)

 

Servizio civile nazionale

Siamo favorevoli a un'estensione del servizio civile nazionale a tutti i giovani che ne facciano richiesta. I volontari dovrebbero essere scelti dalle associazioni stesse e il rapporto dovrebbe essere basato su un accordo preliminare trasparente, con incarichi ben esplicitati. In particolare si auspica:

-  un adeguato finanziamento al progetto e una cadenza regolare dei bandi (linea guida, punto 16)

-  autonomia di selezione del volontario da parte della ODV

-  possibilità di turn over e di spostamento del giovane solo in caso di parere favorevole da parte della ODV

Riforma del 5x1000

Al fine di venire maggiormente incontro a tutte le associazioni e per garantire una reale parità di diritti tra tutti, riteniamo sia doveroso abolire l'8x1000. Si tratta di un meccanismo anacronistico e contrario ai principi del dettato costituzionale, in quanto ottenuto per mezzo di un accordo internazionale, che non può essere oggetto né di referendum né di impugnazione, e che elude così le normali modalità di controllo e confronto democratico. A seguito di tale abolizione si potrebbe pensare di accorpare i due meccanismi del 5x1000 e dell'8x1000 per redistribuire in modo più democratico quelle risorse che al momento sono divise in modo iniquo, mettendo così fine ad un sistema che privilegia illegittimamente l'associazionismo religioso rispetto a quello laico.

Per tali motivi formuliamo le seguenti proposte:

 -   abolizione dell'8x1000 e del 5x1000

-  istituzione di una nuova aliquota del 13x1000 destinabile ad associazioni, confessioni religiose, centri di ricerca, università, istituzioni pubbliche e private, ecc, le cui attività abbiano una ricaduta sociale

-   dare al contribuente la possibilità di scomporre l'aliquota in quote più piccole qualora egli volesse concedere il finanziamento a più enti ritenuti parimenti meritevoli di sostegno


Verona 26 maggio 2014

 

Per la Compagnia dopolavoro Gino Franzi
Il Presidente
Stefano Modena

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