La Compagnia Gino Franzi nasce a Verona nel 2003 da un gruppo di amici con la passione per il teatro e la musica degli anni passati. Agendo in sinergia con il variegato panorama associativo veronese sensibile alle problematiche legate alla terza età, l'Associazione si propone di rallegrare e coinvolgere anziani e disabili, alleviandone la condizione di solitudine.

homebaxsx2Gli spettacoli vengono rappresentati:

 - nei teatri;

 - nelle case di riposo;

 - nei centri diurni per anziani o disabili.

 

La scelta è quella di mettere in scena personaggi e spaccati dell’Italia della prima metà del ‘900, facendo rivivere personaggi ormai dimenticati, canzoni che hanno fatto la storia, il tutto condito da una ricchezza di dettagli: dai costumi alle immagini, dai filmati alle registrazioni originali. Le rappresentazioni prendono spunto dai tipici luoghi e dai modi di far spettacolo del tempo, passando dal Caffè Concerto, al Varietà, al Tabarin ed, infine, alla Rivista. Per questo motivo, la Compagnia si rivolge ad un pubblico costituito soprattutto da chi ricorda ancora con gioia quei tempi e quelle canzoni.

addio tabarin(1)I primi lavori vennero portati in scena nel 2003, poi via via diventarono sempre più frequenti, arrivando, solo nell'anno 2010, a 35 rappresentazioni. E' soprattutto nelle case di riposo, tuttavia, che si hanno maggiori dimostrazioni di entusiasmo da parte del pubblico. L’intrattenimento attraverso la memoria storica degli anziani in istituzione ha dimostrato di influire notevolmente sul benessere di queste persone, migliorandone la condizione dal punto di vista cognitivo, emotivo e relazionale.

L’attività istituzionale della Compagnia Gino Franzi consiste, quindi, nell’allestire e rappresentare spettacoli nei luoghi di disagio e solitudine, nel raccogliere fondi da destinare all’intrattenimento  degli anziani e dei disabili tramite iniziative  teatrali e nell’organizzare corsi di formazione per incrementare la quantità e migliorare la qualità dell’intrattenimento degli anziani.
Secondo il Presidente "l’intrattenimento degli anziani non ha un valore semplicemente ludico, ma costituisce una necessità  sociale e, probabilmente, anche uno strumento per migliorare le capacità cognitive: sembra che ciò si ottenga soprattutto stimolando la memoria storica e, con essa, elementi autobiografici. Esistono già gruppi spontanei che svolgono questa attività, ma spesso, in modo estemporaneo ed improvvisato, con una produzione teatrale o musicale che  rischia di essere controproducente e produrre ulteriore senso di solitudine e depressione".

Si ravvisa, quindi, la necessità di istituire una scuola permanente per i volontari che intendono dedicarsi all’intrattenimento degli anziani nel modo più adeguato possibile.

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